Autodiagnosi ADHD: è un vero problema?
I social ti mostrano contenuti sull’ADHD, ma probabilmente colmano un vuoto,.
I social ti mostrano contenuti sull’ADHD, ma probabilmente colmano un vuoto,.
Senza le testimonianze collettive ci manca un pezzo fondamentale per smascherare le narrazioni del potere.
Appunti a margine dell’assemblea del 15 novembre 2025 all’università La Sapienza di Roma
La società che gestisce gli impianti nel 2024 è risultata in perdita per «scarsità di neve». Il suo bilancio è un buon esempio per capire l’impatto dei cambiamenti climatici sullo sci a bassa quota e come funzionano gli aiuti pubblici al settore.
Dimostrando molto plasticamente come il problema del traffico non sia la conseguenza di una politica della mobilità, ma della natura stessa delle automobili
Sì, ed è il motivo principale per cui è schierato quasi sempre dal punto di vista di chi ha di più, mentre tutti gli altri — che sono molti di più — restano sistematicamente esclusi.
Mutualità, ricomposizione, intersezionalità: modi diversi di definire l’elemento decisivo che va recuperato per rendere efficace qualsiasi rivendicazione politica. Solo uniti si ottengono risultati. Una conversazione con Dario Salvetti.
La mobilità è il diritto a vivere e a spostarsi per tutte e per tutti, non solo per chi viaggia su una automobile. Questo articolo del 1972 è una chiamata all’azione, per tutte e per tutti
Senza le testimonianze collettive ci manca un pezzo fondamentale per smascherare le narrazioni del potere.

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È dedicata all’ADHD e alle neurodivergenze. Nasce dall’esperienza personale di Anna Castiglioni, esce ogni venerdì e ci trovi articoli, studi, approfondimenti, consigli pratici di esperte e esperti.

La cura Alberto Puliafito, è dedicata al giornalismo e alla comunicazione, esce ogni sabato e ci trovi analisi dei media, bandi, premi, formazione, corsi, offerte di lavoro selezionate, risorse e tanti strumenti.

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contenuto
s. m. [dal lat. contentus, part. pass. di continēre, “contenere”] <konˈtɛnuto> 1. ciò che è contenuto in qualcosa. Definizione base, neutra, apparentemente inoffensiva. Ma oggi il c. è diventato il prodotto simbolo di un fluido incessante, monetizzabile. Un termine passepartout che assorbe tutto e tutto appiattisce: articoli, video, podcast, post, meme, stories, newsletter. 2. nella retorica del marketing, il c. è re. Ma la sovrabbondanza ha trasformato la presunta regalità in inflazione. Tutto è c., quindi nulla ha più peso specifico. Il valore viene misurato in visualizzazioni, click, like, condivisioni, tempo di permanenza. L’obiettivo non è comunicare, informare, creare relazione, ma (in)trattenere. 3. nell’industria del giornalismo, parlare di c. è già una resa. È il momento in cui un pezzo, un reportage, un’inchiesta smettono di essere tali e diventano “pezzi di contenuto”, da impacchettare, ottimizzare, distribuire, sponsorizzare. c. È il lessico dell’algoritmo, non della cura. 4. l’uso indiscriminato del termine riduce la complessità a commodity. Se tutto è c., niente è responsabilità. Se tutto è c., anche la verifica è opzionale. 5. in Slow News, ogni parola è scelta. Ogni c. è forma e sostanza, tempo e attenzione, scelta politica. Per questo non lo chiamiamo c..