Piano. La rivista lenta di Slow News
Da maggio 2024, il mondo di Slow News si è arricchito di un nuovo prodotto, una rivista di carta completamente atipica.
Si chiama Piano, esce una volta all’anno, ogni volta su una carta colorata e affronta ogni volta un tema — un piano — scomponendolo e analizzandolo attraverso gli sguardi molteplici di una selezione di autrici e autori.
Il primo numero – il Rosso – pubblicato nel 2024, lo abbiamo dedicato alla coscienza e alla lotta di classe, a quel Noi che nel periodo storico che stiamo vivendo è stato disgregato e annichilito da un individualismo ormai generalizzato e annichilente, che ci sta portando all’esplosione.
Il secondo numero – il Giallo – pubblicato nel 2025, lo abbiamo dedicato agli stati di alterazione, affrontati in ogni ambito, nel bene come nel male, ogni volta con un taglio specifico per analizzare una ad una le nostre alienazioni quotidiane.
Il terzo numero – il Verde – pubblicato nel 2026, lo abbiamo dedicato alla convergenza, intesa come modalità di compartecipazione e di condivisione delle lotte, unica possibilità — secondo noi — di affrontare e superare l’alienazione e di recuperare quel Noi che era stato il punto di partenza di Piano Rosso.
Quanti ne sono usciti?
Ad oggi ne sono stati pubblicati tre: Piano Rosso, Piano Giallo e Piano Verde. Il progetto grafico e l’impaginazione sono a cura di Vito Manolo Roma, mentre la curatela dei contenuti è di Andrea Coccia.
Che cosa c'è dentro?
Piano 1 – Dove siamo Noi?
Copertina, illustrazione di Manuele Fior
Editoriale – Forma e contenuto
Lavoro – Le dimissioni come strumento di lotta?, di Francesca Coin
Pianeta, Loss and damage: la lotta di classe planetaria, di Ferdinando Cotugno
Spiritualità – Spiritual but not religious, di Elisa Belotti
I.A. – Le macchine devono essere di tutti, Alberto Puliafito
Sport – La moltitudine del tennista, Alessandro Nizegorodcew
Mobilità – Si smette di guidare insieme, di Andrea Coccia
Visioni – Where are you? , di George Cleans, Vito Manolo Roma
Intervista – Jessa Crispin: il femminismo è una lotta di classe, di Andrea Coccia
Abitare – Host, di Sarah Gainsforth
Intervista: Dialogo di una macchina e di un essere umano, ovvero del destino della lotta di classe ai tempi delle I.A., di AA.VV.
Energia – Power to the people?, di Ilaria Sesana
Afriche – La lotta di classe è una cosa bianca e occidentale, di Andrea Spinelli Barrile
Neurodivergenze – ADHD, di Anna Castiglioni
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Piano 2 – Stati di alterazione
Copertina, illustrazione di Vito Manolo Roma
Editoriale – Forma e Contenuto
Ecologia – La grande allucinazione climatica, di Ferdinando Cotugno
Spiritualità – Sante Visioni, di Elisa Belotti
Coscienza – Lo scacco imprevedibile di una nuova realtà, di Fabio Deotto
Lavoro – Una breccia nell’immaginario, di Francesca Coin
Turismo – L’illusione del volare low cost, di Sarah Gainsforth
Divergenze – Nell’overdose delle diversity, di Anna Castiglioni
Visioni – My Dear, Dear Friend, di Vito Manolo Roma
Società – Il male incurabile, di Samora Ogeda-Chemba Obyerodhyambo
Razzismo – Paternalismo bianco, di Andrea Spinelli Barrile
Politica – Pifferai magici del nazionalismo, di Camilla De Fazio
I. A. – Allucinazioni artificiali, di Alberto Puliafito
Mobilità – La macchina alienante, di Andrea Coccia
Rinascimento psichedelico – La carica rivoluzionaria nascosta della psichedelia, di Jessica Murano
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Piano 3 – Convergenze
Copertina, illustrazioni di Sofia Mujica Balarin
Editoriale – Districare la matassa / Unraveling the Knot
Lotte – Il movimento dei movimenti / The Movement Made of Movements, di Lorenzo Guadagnucci
Spiritualità – La liberazione degli impoveriti / The Liberation of the Impoverished, di Elisa Belotti
Storia – Spartaco e l’incoscienza di classe / Spartacus and Class Unconsciousness, di Alessandro Diegoli
Politica – L’esilio ai tempi dei MAGA / Intervista a Mark Bray, di Marina Catucci
Femminismi – Sulla convergenza di tutte le cose / Intervista a Chiara Bottici, di Andrea Coccia
Visioni – Una chiacchiera con / A Quick Chat With, di Sofia Mujica Balarin
Emergenze – Il capanno della convergenza / The Convergence’s Cabin, di Alberto Puliafito
Ambiente – Un cucciolo di renna affamato nel garage / A Starving Reindeer Calf in the Garage, di Alexandra Urisman Otto
Decolonizzazione – Le connessioni invisibili / The Invisible Connections, di Leila Belhadj Mohammed
Giornalismo – Un potente noi / Intervista a Milano in Movimento, di Alessandro Diegoli
Come posso averle?
Piano è una rivista atipica anche nella distribuzione. Non la trovate né in edicola né in libreria, ma solo bussando alla nostra porta. La puoi ricevere o abbonandoti qua sul sito, e sostenendo Slow News per un anno, oppure durante gli eventi, le fiere e i banchetti che organizziamo durante l’anno.
L’abbonamento a Piano, che include la spedizione a casa di un volume all’anno. Il volume di quest’anno è Piano Verde. Se vuoi recuperare anche Piano Rosso e Piano Giallo li puoi acquistare come arretrati.
Su questa pagina trovi i tre livelli disponibili tra cui puoi scegliere, a seconda di quanto vuoi e puoi impegnarti: a partire da 29 euro fino a 99.
Ogni euro che entra nelle casse di Slow News viene speso per portare avanti la cultura dell’informazione sana, “buona e giusta”, per mantenere attivo il sito, per permetterci di lavorare ai nostri progetti speciali e per pagare tutte le persone che lavorano per noi.
Oltre a Piano, facciamo altre cose. Pubblichiamo serie giornalistiche, newsletter tematiche, podcast, libri, ma teniamo anche corsi di formazione sia per adulti che per bambini e organizziamo eventi e webinar gratuiti per diffondere buone pratiche che nel corso degli anni abbiamo incontrato lungo la strada.
Non abbiamo pubblicità e non ce l’avremo mai. Non ci occupiamo di cronaca o di breaking news. Cerchiamo di costruire contenuti che non invecchiano, o che invecchiano lentamente. Perché crediamo che la conoscenza sia come una casa che costruisci per accumulo, mattone sopra mattone, e non per sostituzione.
…una rivista di carta, un magazine online di approfondimento, una serie di newsletter tematiche, ma anche tanti eventi, corsi e manuali gratuiti per fare meglio il mestiere di giornalista, ma anche per diventare persone più libere e consapevoli.
Slow News è una galassia. Fanne parte anche tu.


