Ep. 10

I russi. Gli americani.

Sullo stesso terreno, Bancroft e Wagner operano nello stesso settore e nello stesso territorio, con le stesse regole d’ingaggio e gli stessi obiettivi.

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    Tra le tradizionali conferenze stampa di auguri che il governo della Repubblica Centrafricana organizza pochi giorni prima del Natale, quella del 2023 è stata particolarmente interessante. Il portavoce del presidente centrafricano Faustin Archange-Touadera, Albert Yaloke Mokpeme, ha infatti confermato la presenza in Centrafrica di uomini della compagnia privata di sicurezza statunitense Bancroft Global Development, una novità assoluta nello scenario bellico e politico del Paese africano.

     

    Bancroft è ora, ufficialmente, un competitor diretto con il gruppo russo Wagner, che proprio in Centrafrica ha il suo quartier generale africano e proprio in Centrafrica vanta gli interessi economici più importanti e le campagne militari di maggior successo.

    La notizia della presenza di uomini della Bancroft a Bangui circolava in realtà già da un paio di settimane e già a settembre 2023, un paio di settimane dopo la morte del fondatore della Wagner Evgenji Prigozhin, una delegazione dell’azienda americana era stata ricevuta da Touadera: prima ancora, nel 2022 in occasione del Vertice USA-Africa, il segretario di Stato americano Antony Blinken aveva proposto al presidente centrafricano alcune strade per diversificare il settore della sicurezza del Paese africano, tra i più martoriati dai numerosi gruppi armati ribelli, e ridurre la presenza degli uomini della Wagner, che per gli Stati Uniti è “un’organizzazione terroristica”. La risposta di Touadera a Blinken, nei fatti, era stata un assordante silenzio e nei mesi successivi il gruppo Wagner in Repubblica Centrafricana, o meglio i suoi interessi economici, sono cresciuti enormemente. Un’ascesa talmente rapida e verticale che lo schianto, letteralmente, era quasi inevitabile: la morte contemporanea di tutto lo stato maggiore del gruppo Wagner, da Prigozhin a Utkin, passando per la segretaria che si occupava delle buste paga degli oltre 10.000 dipendenti della compagnia di mercenari, ha scatenato le preoccupazioni più nascoste del presidente centrafricano.

     

    Una su tutte: rivedere Bangui assediata dai ribelli, in un clima politico e sociale sempre più incandescente nel Paese.

     

    Mentre il governo di Mosca riorganizzava il gruppo Wagner per dargli un senso nell’era post-Prigozhin (oggi in Africa opera come Africa Corp e risponde direttamente al ministero della Difesa russo nella persona di Andrei Averyanov, a capo dell’elite dei servizi segreti russi e “curatore fallimentare” del Wagner dopo la morte del suo fondatore) a Bangui la politica si è mostrata nervosa e preoccupata: il 30 luglio 2023 si è tenuto un controverso referendum costituzionale che è stato al centro di uno scontro istituzionale tra la presidenza, promotrice del provvedimento, e la Corte Costituzionale, in un contesto di forti tensioni sociali, di insicurezza nelle aree orientali del Paese e di crisi economica, tra inflazione e problemi post-pandemici. L’incertezza sul destino dei mercenari russi, che negli anni hanno messo in sicurezza la capitale centrafricana e acquisito interessi economici enormi, dall’oro al legname, dai diamanti alla grande distribuzione organizzata, fino alla produzione di birra e vodka, ha convinto il presidente centrafricano ad alzare il telefono e chiamare Washington.

     

    Oggi, sullo stesso terreno, Bancroft e Wagner operano nello stesso settore e nello stesso territorio, in teoria con le stesse regole d’ingaggio e gli stessi obiettivi. Bancroft minimizza ma la sostanza è che conferma: “A partire da luglio, Bancroft ha concordato un quadro per discutere possibili attività future con il governo della Repubblica centrafricana. Questo è tutto” ha detto il 2 gennaio un portavoce di Bancroft in una dichiarazione scritta. Ma in pratica?

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    “Gli Stati Uniti offrono anche, alla Repubblica Centrafricana, l’addestramento dei soldati, sia sul suolo centrafricano che su quello americano” ha detto Mokpeme alla conferenza stampa di Natale, precisando che il rapporto con i russi resta intatto ma manifestando la necessità di “diversificare le relazioni” nel settore della sicurezza, o meglio dell’addestramento. L’11 gennaio 2024 il portavoce del Dipartimento di Stato americano Vedant Patel ha detto, rispondendo a una domanda dell’AFP, che “il Dipartimento di Stato non è stato coinvolto nella decisione di Bancroft Global Development di stabilire una presenza nella Repubblica Centrafricana, né ha cercato il coinvolgimento di alcuna compagnia militare privata nella Repubblica Centrafricana” precisando che “il Dipartimento non ha dato il via libera a Bancroft per iniziare le operazioni” ma dimenticando di dire che non serve alcuna autorizzazione, a Bancroft, per operare all’estero. 

     

    L’inverno centrafricano 2023-2024 ha visto un turnover importante tra russi e americani. I primi di dicembre 2023 Valery Zakharov, ufficiale del Servizio federale per la sicurezza della Federazione Russa (FSB, i servizi segreti russi), è tornato a Bangui, dove mancava da qualche anno ma dove in passato ha creato le basi per la cooperazione militare russa con il Paese africano. Al suo fianco c’è Denis Pavlov, aspetto da dipendente pubblico remissivo, che oggi a Bangui ha il ruolo che era di Vitaly Perfilev fino alla fine di novembre: coordinare le attività del gruppo Wagner e fare da advisor per la sicurezza al presidente. 

     

    La Russia non ha più bisogno di agire in Africa sotto copertura, perseguendo un’aggressiva strategia di espansione basata sul principio “creare il problema e offrire la soluzione”. Quello che ha iniziato a fare a cavallo tra il 2023 e il 2024 è una redistribuzione dei ruoli e delle missioni storicamente svolte dagli uomini di Prigozhin. E i mercenari, in Centrafrica, continuano ad arrivare. 

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