Ep. 5

La propaganda russa in Africa

La propaganda è uno strumento fondamentale della strategia russa in Africa.

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Russiafrique

La nostra serie sulle attività della Russia nel continente africano.

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Il gruppo paramilitare russo Wagner opera in Africa nella cosiddetta “zona grigia”, uno spazio ambiguo in cui si mescolano attività criminali, accordi commerciali, corruzione e attività perfettamente legittime e legali. Sarà forse per questa ragione che “La Zona Grigia” è anche il nome di un gruppo Telegram, gestito anonimamente, in cui si condividono quotidianamente aggiornamenti, notizie e propaganda legata al gruppo.

Zona Grigia è solo uno degli strumenti di propaganda utilizzato dal Wagner.

Dalla fine di gennaio 2023 in Mali viene trasmesso un cartone animato di produzione russa che però con Masha e Orso non ha molto a che vedere: il cartone animato mostra un agente russo del gruppo Wagner (la spallina è ben riconoscibile) che aiuta un militare maliano a sconfiggere degli zombie che arrivano dal deserto con in testa un elmetto con la bandiera francese.

Un cartoon

Non è chiaro quando sia stata prodotta questa animazione. Ha iniziato a circolare su Telegram nella settimana del 16 gennaio 2023, su alcuni canali pro-Russia in lingua francese e bambara, e a fine gennaio ha fatto il salto di qualità conquistandosi il grande pubblico della tv nazionale del Mali.

L’animazione racconta le forze Wagner come “eroi”, amici del popolo maliano, promuovendo non solo una narrativa marcatamente filo-russa ma soprattutto anti-francese: i militari francesi sono infatti rappresentati come degli zombie oscuri e come un cobra gigante mentre il militare Wagner è un uomo affettuoso ma dal fisico possente e rassicurante. Il mercenario si paracaduta nell’orda di zombie che avanza verso la città e dona munizioni e sostegno al soldato maliano, anch’egli eroico e possente ma sopraffatto da tutti questi mostri che lo stanno attaccando. Grazie all’aiuto dell’agente Wagner il soldato del Mali riesce a sconfiggere i non-morti, svuotandogli addosso una bandoliera di proiettili da mitragliatrice con una violenza che, in un cartone animato, non ha alcun senso. In una seconda fase del video l’agente Wagner regala una granata a propulsione agli amici del Burkina Faso che, fatta esplodere, uccide il cobra francese.

Il cartone continua con altri agenti Wagner che guidano dal Burkina Faso alla Costa d’Avorio, anch’essa assediata dagli zombie francesi, e si conclude con un soldato ivoriano che viene travolto dagli zombie, mentre gli “eroi” del Wagner stanno arrivando. Un messaggio su quale sia il prossimo obiettivo russo in Africa?
Questa non è la prima volta che Wagner crea propaganda formato animazione. In un’altro cartone, la Francia viene rappresentata come un topo ucciso da Wagner e, in un fumetto diffuso in Repubblica Centrafricana, gli agenti Wagner sono raffigurati mentre combattono gli zombie, anche se in questo caso i non-morti non rappresentano i francesi.

O, almeno, non lo fanno esplicitamente.

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Comandante militare Wagner addestra le truppe in Repubblica Centrafricana. @alleyesonwagner

Un film

Questo cartone animato trasmesso in Mali è solo l’ultimo esempio della propaganda russa in Africa. Nel secondo episodio di Russiafrique abbiamo raccontato le attività di Wagner in Repubblica Centrafricana: tutti a Bangui, capitale del Paese, sono stati almeno una volta allo stadio comunale a vedere Turiste, un action movie russo girato da una casa di produzione legata al gruppo Wagner. Il film racconta l’assedio di Bangui del 2021, quando la città è rimasta settimane asserragliata dai gruppi armati: a metà strada tra Rambo e Blood Diamond, con punte di esagerazione negli effetti speciali tipiche dei film asiatici, la pellicola affronta il tema del recente conflitto in Repubblica Centrafricana con un’occhio di riguardo alle attività eroiche dei russi. Set del film sono stati l’aeroporto di Bangui M’Poko, il campo Roux, il campo militare russo di Bérengo e nelle riprese sono stati coinvolti autentici soldati centrafricani, che hanno partecipato gratuitamente.

Seth Wiredu, che nel film interpreta un prete che vuole riportare al potere l’ex-presidente Bozize, è stato secondo la CNN al centro di un’indagine su una fabbrica di troll russa operante in Ghana nel 2020.
Oggi a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, i cartelloni pubblicitari che un tempo davano spazio alla Total e alla Birra Castel oggi promuovono la nuova versione restaurata di Turiste, ma anche prodotti di ogni tipo proveniente dalla Russia, come la vodka Wa na wa.

Turiste è un film strategico percéh offre a Mosca la possibilità di presentarsi come un alleato affidabile verso paesi che potrebbero trovarsi ad affrontare diversi livelli di conflitto, non solo in Centrafrica ma in tutta l’Africa occidentale e centrale, proprio laddove soffiano sempre più forti i sentimenti antifrancesi. Questa analisi dei dati dei social media in Africa occidentale (Facebook in particolare) mostra come il film sia stato promosso verso un pubblico molto più ampio tra maggio e giugno 2021, come ad esempio attraverso la rapida, contemporanea ed automatica condivisione del film su oltre 300 pagine e gruppi Facebook, la cui copertura geografica comprende Repubblica Centrafricana, Camerun, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo.

Inizialmente il film è stato distribuito in russo e sango, lingua ufficiale in Repubblica Centrafricana, ma l’uscita di una versione francese rappresenta l’opportunità di raggiungere tutto il pubblico dell’Africa francofona: questa versione di Turiste è stata inizialmente condivisa da una pagina Facebook filo-russa, L’Afrique soutient Vladimir Poutine, e in meno di 24 ore ha avuto 18 condivisioni da altre pagine Facebook filorusse. Afrique Media TV (quasi 690.000 iscritti al canale YouTube, 360.000 like su Facebook), una tv online del Camerun con un grosso seguito già collegata a contenuti pro-Russia , è stato il principale amplificatore della versione francese del film.

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Comandante militare Wagner addestra le truppe in Repubblica Centrafricana. @alleyesonwagner

L'orizzonte sul campo

La propaganda è fondamentale, anche perché i risultati sul campo languono: se è vero, come è vero, che in oltre un decennio di presenza massiccia nel Sahel i soldati francesi non sono riusciti ad arginare il fenomeno jihadista, che anzi si è ingrandito a dismisura sconfinando dal Mali e contagiando anche Burkina Faso, Niger, Guinea e Costa d’Avorio, altrettanto vero è che nemmeno l’arrivo dei mercenari di Wagner ha arginato il problema. Che, anzi, ha assunto dimensioni sempre più grandi: i gruppi jihadisti sono oggi alle porte di Bamako, nonostante la propaganda della giunta militare al potere in Mali racconti una storia diversa.

Il Gruppo di sostegno all’Islam e ai musulmani (Gsim) di Iyad Ag Ghaly e lo Stato islamico nel Grande Sahara (Eigs), anch’essi impegnati in una guerra spietata, hanno ulteriormente aumentato il ritmo dei loro attacchi, cui si sommano le informazioni e i rapporti sui massacri di civili condotti nelle operazioni antiterrorismo proprio dalle Forze armate del Mali e dai loro ausiliari russi del gruppo Wagner.

Secondo la Ong Armed Conflict Location and Event Data Project (ACLED), nel 2021 (anno del secondo colpo di Stato consecutivo) la stima dei morti in attacchi terroristici in Mali era di 1.903 vittime, cifra esplosa nel 2022 a 4.842 vittime. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) a fine 2022 gli sfollati di nazionalità maliana erano oltre 400.000. Le prime truppe Wagner sono state dispiegate a Bamako da novembre 2021 e il quartier generale del gruppo paramilitare è vicino all’aeroporto internazionale Modibo Keita della capitale del Mali. Nel 2022 il numero di miliziani russi è di circa 1.000 uomini, tutti al comando di Ivan Aleksandrovich Maslov, che ha accumulato esperienza in Repubblica Centrafricana. Il costo dei servigi di Wagner è di 10 milioni di dollari al mese, una quota importante del bilancio nazionale del Mali.

Non è chiaro ancora tuttavia se, come in Repubblica Centrafricana, siano in essere degli accordi per il pagamento “in natura” dei loro servizi, tramite ad esempio l’accesso alle miniere d’oro, argento manganese, diamanti, litio e altri metalli rari.

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