Ep. 12

Quando suona Wagner

Cosa fa il gruppo Wagner russo in Repubblica Centrafricana?

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.
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Rinascimento africano

L’Africa è da decenni “il continente del futuro” ma, da decenni, subisce una narrazione eurocentrica che non rende onore alla realtà del continente africano.

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Il gruppo russo Wagner, che opera attivamente e in forma ufficiale in Repubblica Centrafricana come ausiliario delle Forze Armate, ente formatore dell’esercito e dove è responsabile della sicurezza del Presidente della Repubblica, sia dal punto di vista della sicurezza personale che della consulenza, avrebbe creato una società diamantifera chiamata Diamville, ufficialmente intestata al cittadino centrafricano Bienvenu Patrick Setem Bonguende ma di fatto controllata da Wagner. Bonguende sarebbe infatti stato l’autista di Dimitri Sytyi, un alto dirigente del gruppo Wagner sanzionato dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e consigliere non ufficiale del presidente centrafricano, Faustin Archange Touadera.

Queste informazioni sono contenute in un’inchiesta giornalistica realizzata dallo European Investigative Collaborations (EIC), in collaborazione con All Eyes on Wagner e The Dossier Center. Questa qui.

Diamville si occupa di esportazione di diamanti e, almeno ufficialmente, ha un volume di attività piuttosto modesto. Aperta nel 2019, l’azienda esporterebbe diamanti centrafricani verso l’Europa, via Belgio, pietre provenienti da zone di conflitto e, per questa ragione, non vendibili sul mercato ufficiale. Secondo l’inchiesta Wagner avrebbe rilevato parte del settore diamantifero locale proprio tramite Diamville, costringendo i commercianti di diamanti centrafricani a vendere esclusivamente a loro o punendoli con rappresaglie. Diamville è accusata di operare in parti del Paese non autorizzate dal Kimberley Process Certification Scheme, che è stato creato dalle Nazioni Unite nel 2003 per impedire ai diamanti estratti in zone di conflitto, più noti dal grande pubblico internazionale come “diamanti insanguinati”, di entrare nei mercati internazionali. Per questa ragione le esportazioni di diamanti di Diamville sarebbero illegali.

Il Kimberly Process è un accordo internazionale tra Stati, professionisti del settore diamantifero e organizzazioni della società civile istituito nel 2003 per combattere il commercio dei minerali provenienti da zone di conflitto. Nell’accordo si elencano le zone della Repubblica Centrafricana dalle quali è possibile estrarre i diamanti senza rischio di contribuire al conflitto armato che affligge il Paese da anni: si tratta di otto prefetture, tutte nella parte occidentale del Paese, ma secondo l’inchiesta i diamanti venduti da Diamville provengono tutti dalle prefetture di Bangassou, Ouadda, Bria e Sam-Ouandja, quattro zone considerate off-limits dal Kimberly Process. Ma non solo: Diamville avrebbe anche accesso a diamanti sequestrati dal Nucleo speciale antifrode del Ministero delle Miniere centrafricano, pietre a volte sequestrate ai commercianti illegali, spesso estorte a minatori informali. Inoltre Diamville utilizzerebbe la corruzione e la violenza come strumento per convincere collezionisti e venditori a dare loro i diamanti: diversi testimoni infatti riferiscono che la presenza del gruppo Wagner nelle zone minerarie fa sì che spesso le popolazioni siano vittime di razzie e omicidi da parte dei paramilitari russi, che prendono i minerali e ammazzano le persone.

Wagner in Africa

Il gruppo Wagner, azienda russa che si occupa di sicurezza e che è guidata da Yevgeny Prigozhin, è presente in Repubblica Centrafricana da poco più di quattro anni. Circa 1500-2000 uomini della Wagner, a inizio 2020, hanno respinto con 300 soldati ruandesi l’assedio di Bangui ad opera dei miliziani della Coalizione dei Patrioti per il Cambiamento, fedeli dell’ex-presidente centrafricano François Bozizé.

Sin dall’inizio il gruppo si è occupato di formare l’esercito locale, e in particolare le forze speciali, ma anche della sicurezza personale del presidente Touadera. Diversi dirigenti del gruppo Wagner sono oggi suoi stretti consiglieri e tutti a Bangui sono stati almeno una volta allo stadio a vedere Turiste, un action movie russo girato da una casa di produzione legata a Wagner e che racconta proprio l’assedio di Bangui: a metà strada tra Rambo e Blood Diamond, questo film affronta il recente conflitto nella Repubblica Centrafricana. Set del film l’aeroporto di Bangui M’Poko, il campo Roux, il campo militare russo di Bérengo. Mentre autentici soldati centrafricani hanno partecipato alle riprese. Puoi vederlo qui.

Oggi a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, i cartelloni pubblicitari che un tempo davano spazio alla Total e alla Birra Castel oggi promuovono la nuova versione restaurata di Turiste, ma anche prodotti di ogni tipo proveniente dalla Russia, come la vodka Wa na wa.

Lo scorso aprile la Missione di stabilizzazione integrata multidimensionale delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana (MINUSCA) ha rilevato il persistere di casi di abusi e violazioni dei diritti umani in alcune parti del Paese della Repubblica Centrafricana: “Gli autori di queste documentate violazioni sono equamente distribuiti tra attori statali e gruppi armati firmatari dell’Appr-Rca” ha dichiarato Charles Bambara, direzione comunicazione della forza Onu in Centrafrica, aggiungendo che la MINUSCA “ha documentato anche incidenti attribuiti ad altri attori non-statali”. Il gruppo Wagner, che ha usato la Repubblica Centrafricana come trampolino di lancio per tutto il Sahel: oggi il gruppo è presente in Mali, dove ha un ruolo di primo piano come ausiliario delle Forze Armate, e in Burkina Faso, con un profilo molto più basso. Presenti in Ucraina, Mali, Sudan, questi uomini sono accusati di stupro, omicidio e tortura, accuse provate durante la guerra civile in Siria, tornate sui media con il tragico avvento del conflitto in Ucraina, dove un miliziano cittadino zambiano del Wagner arruolato in carcere in Russia è morto a metà ottobre.

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Diamville

L’inchiesta rivela che la società ha esportato quasi 1.000 carati di diamanti tra ottobre 2019 e gennaio 2021. I diamanti, per un valore di 12 milioni di dollari, sono stati venduti a Dubai e ad Anversa, in Belgio, commercializzati tramite il market di Facebook a una clientela globale grazie a post e sponsorizzazioni ammiccanti verso il pubblico. L’interesse del gruppo Wagner per i minerali è già provato e parzialmente documentato, ma questa è la prima volta che viene individuata una società preposta alla vendita e all’esportazione di gemme legata alla galassia Yevgeny Prigozhin, molto vicino a Vladimir Putin e considerato il braccio armato non ufficiale del Cremlino in diverse zone di conflitto, come la Siria ma anche l’Ucraina.

Una delle pagine Facebook utilizzate per la vendita di diamanti estratti in Repubblica centrafricana era Lanadiamanter, gestita da una donna che si autodefiniva gemmologa e promuoveva “diamanti naturali”: nelle foto del marketplace si vedevano diamanti di diversa caratura e colore messi in vendita a prezzi vantaggiosi, ma anche la vita privata della donna. Prima che questa pagina fosse eliminata si trovava qui era possibile vedervi una mail di contatto, la stessa mail depositata nei documenti di iscrizione di Diamville al Registro delle imprese della Repubblica centrafricana. Secondo l’inchiesta la titolare della pagina Facebook sarebbe una cittadina russa, Svetlana Troitskaia, ingegnere fisico dei diamanti, per anni insegnante all’Università statale russa di prospezione geologica di Mosca. È lei stessa ad affermare, nel 2021, di aver portato avanti un progetto imprenditoriale tra Russia e Africa: ricerca, valutazione delle gemme, supporto tecnologico per la lavorazione dei diamanti grezzi, import export, queste le attività da lei citate sui social, dove è lei stessa a citare Diamville.

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Nel 2020 il Ministro delle Miniere centrafricano, intervistato dal media russo Sputnik, aveva ammesso che Diamville, che ha un piccolo e discreto ufficio a Bangui, era un’azienda russa.

Wagner è già stata protagonista di una vicenda simile, sempre in Repubblica Centrafricana: Bois Rouge, società sempre fondata nel 2019, era un veicolo del gruppo per commercializzare illegalmente legname esotico in cambio dell’invio di mercenari nelle zone di conflitto. Diamville e Bois Rouge sono state iscritte nel registro delle imprese centrafricano lo stesso giorno, il 28 marzo 2019, e i rispettivi amministratori sono amici sui social.

L’indagine su Bois Rouge mostra che la società centrafricana è, infatti, fortemente legata alla rete di società di Yevgeny Prigozhin: i servigi di Wagner costano e le casse centrafricane sono quasi vuote, dopo anni di guerra civile sanguinosa. Le autorità, che dipendono da Wagner per garantire la loro sicurezza, hanno venduto una parte delle loro risorse naturali a un prezzo stracciato autorizzando Bois Rouge a sfruttare la foresta in modo intensivo, quasi senza pagare le tasse, e talvolta infrangendo la legge.

Il vero business delle esportazioni centrafricane non sono i diamanti ma il legname: nel 2021, il legname è stata la principale esportazione del Paese. La guerra, in questo senso, è commerciale: nel febbraio 2021 Bois Rouge, vinse una gara indetta cinque mesi prima dal governo centrafricano e ottenne una concessione situata nella foresta di Lobaye , nel sud-ovest del Paese. Il lotto comprende 186.000 ettari di foresta ricca di gorilla, leopardi ed elefanti.

Il permesso apparteneva in precedenza alla Batalimo Forest Industries (IFB) , la più antica compagnia di disboscamento della Repubblica Centrafricana, controllata da interessi francesi e che, con un’espropriazione di fatto, è stata privata della licenza nel 2019. Cose che avvengono casualmente ma forse non troppo: il 9 febbraio 2021 il governo centrafricano ha assegnato l’ex lotto IFB al Bois Rouge, solo quindici giorni dopo la riconquista di Boda, la principale città della regione, da parte delle forze armate della Repubblica Centrafricana e dei suoi alleati russi.

Bois Rouge è ufficialmente una società 100% centrafricana, che tuttavia partecipa a eventi internazionali, come il Forum di Shanghai dell’industria del legno, come “ospite russo”, rappresentata da tale Artem Tolmachev. Scrivere una mail a Bois Rouge significa scrivere a un indirizzo email russo, i mezzi adoperati da Bois Rouge per lavorare sono di importazione russa.

Bois Rouge e Diamville, secondo molti, sono solo due gocce in un mare di sangue e di soldi che la Russia drena dall’Africa subsahariana.

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