Che fine fanno i soldi della Coesione UE?

In un paese molto anziano come l’Italia, progetti di residenza popolare da assegnare a persone anziane autosufficienti con l’obiettivo di ritardare quanto più possibile l’ingresso di queste persone nella fase di non autosufficienza sono vitali.

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.
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Su Slow News raccontiamo l’impatto della politica di coesione dell’Unione Europea sul nostro Paese: storie di progetti, di persone, di istituzioni, ma anche contesti e spiegazioni di cosa, chi e perché sta dietro a questi soldi.
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In un paese molto anziano come l’Italia, progetti di residenza popolare da assegnare a persone anziane autosufficienti con l’obiettivo di ritardare quanto più possibile l’ingresso di queste persone nella fase di non autosufficienza sono vitali.

Ritardare l’ingresso nella non autosufficienza consente agli anziani di vivere in salute per più tempo, di prender parte ad attività di sostegno sociale o familiare più a lungo e al sistema sanitario di far fronte a spese rilevanti per una quota minore di tempo.

 

Lo scorso 18 gennaio il Comune di Pisa ha inaugurato una palazzina nuova di zecca, coi colori pastello ben nitidi, l’asfalto ancora lucido e la bandierina dell’Unione Europea ben in vista sulla facciata principale. Doveva ospitare È stata costruita grazie a un contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Por Toscana): poco più di 4 milioni di euro interamente erogati e per i quali la fine del progetto era posta al 2 agosto 2022.

Ma dopo l’inaugurazione non è successo nulla.

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L'Essenziale di ABNE

Il progetto ABNE è frutto di una collaborazione unica tra testate giornalistiche indipendenti: Slow News, Internazionale, La Revue Dessinèe Italia e Zai.net. Sull’Essenziale di Internazionale puoi leggere i primi tre reportage su dieci che usciranno nei prossimi mesi:

 

Dall'Europa

📌 Il voto sulle emissioni delle auto, infine – Tutte le auto vendute dal 2035 nell’Unione Europea saranno a emissioni zero: i ministri dell’Energia e dei Trasporti dell’Ue hanno approvato il regolamento che vieterà la vendita di tutti i veicoli con motore a combustione, ad eccezione di quelli alimentati con e-fuels – carburanti sintetici prodotti estraendo idrogeno dall’acqua e CO2 dall’atmosfera. Lo riporta Euronews, spiegando come l’Italia, insieme a Romania e Bulgaria, si sia astenuta dal voto. Il nostro Paese voleva una deroga anche per i biocarburanti, che però non è arrivata.

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📌  Il vero cibo italiano. E i suoi sovrani – In un’intervista al Financial Times, il professore di “Storia dell’alimentazione” Alberto Grandi ha ricordato l’ origine di alcuni piatti tipici italiani, separando la verità dalle narrazioni pubblicitarie. Le considerazioni dell’esperto hanno scatenato forti polemiche, da parte di rappresentanti della maggioranza di governo e di alcune associazioni del settore alimentare, tutti in difesa del cosiddetto Made in Italy. Eppure, fa notare Sara Manisera, “ il latte per fare famosi formaggi arriva dalla Polonia, il grano degli spaghetti arriva dal Canada o dalla Russia, la carne di maiale usata per prosciutti rinomati arriva dall’est Europa”. “Chi difende a spada tratta il Made in Italy – continua la giornalista – in realtà difende alcuni gruppi di potere”. “La chiamano sovranità alimentare ma qui – conclude Manisera – sembra solo una conservazione del potere in mano ai soliti noti. I soliti sovrani”.

Ripopolare i borghi

L’invecchiamento del nostro paese  si avverte in maniera ancor più acuta nelle piccole realtà: borghi e paesi  che tendono a svuotarsi e a morire lentamente. Ma siamo sicuri che sia l’unica direzione? Il piccolo comune di Monticchiello, frazione di Pienza  nella provincia di Siena, ha provato a generare un modello alternativo  sostenuto anche dalla politica di coesione Ue e ha dimostrato che gli over 65 possono contribuire a rimettere in vita quei borghi che – per questioni anagrafiche e sociali – si stanno svuotando.

 

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13 aprile 2023

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Dall’edilizia pesante all’impatto (quasi) zero

Il quartiere di Monterusciello, situato a Pozzuoli in provincia di Napoli, è stato costruito negli anni ’80 per accogliere gli abitanti di altre zone colpite da bradisismo.

Gli edifici del quartiere sono realizzati in prefabbricazione pesante e hanno problemi di scarso isolamento. Il che comporta un elevato consumo di energia, sia per il riscaldamento sia per il raffreddamento. 

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