Svelato il Piano Mattei: ecco cos’è

Il Piano Mattei è una mezza paginetta molto vaga con cinque aree tematiche di intervento nei prossimi anni.

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Il 29 gennaio 2024 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha svelato, all’Italia, all’Africa, all’Europa e al mondo, il suo Piano Mattei. Puoi vederlo qui: si tratta di una mezza paginetta molto vaga con cinque aree tematiche di intervento nei prossimi anni.

 

Durante la conferenza stampa finale, Meloni ha dato qualche elemento in più spiegando che “non volevamo fare semplicemente filosofia, perché una delle cose che abbiamo spesso sentito dire dai nostri partner africani è proprio che ci si presenta sempre con grandi idee e che poi quelle idee stentano a diventare fatti concreti”. E allora eccoli qui i progetti “messi a terra” dal Piano Mattei:

 

  • Kenya. Ha come pilastro quello dell’energia e dell’agricoltura. Il Piano prevede di lavorare allo sviluppo della filiera dei biocarburanti con un progetto nel quale l’Italia intende coinvolgere 400.000 agricoltori entro il 2027.
  • Tunisia. Ha come pilastro l’agricoltura, l’acqua e la formazione. Il Piano prevede il potenziamento delle stazioni di depurazione delle acque non convenzionali per irrigare un’area di 8.000 ettari e creare un centro di formazione legato all’agroalimentare.
  • Congo (si intende Repubblica del Congo). Ha come pilastro l’acqua, l’energia, le infrastrutture. Obiettivo del Piano è la costruzione di pozzi e reti di distribuzione dell’acqua a fini agricoli, soprattutto alimentati con energie rinnovabili.
  • Costa d’Avorio. Ha come pilastro la salute e l’istruzione. Il Piano intende migliorare l’accessibilità, la qualità dei servizi primari (anche con programmi di formazione del personale sanitario), scambio di personale medico e telemedicina.
  • Marocco. Ha come pilastro la formazione e l’energia. Obiettivo del Piano è la realizzazione di un grande centro di eccellenza per la formazione professionale legata alla produzione di energie rinnovabili.
  • Mozambico. Ha come pilastro l’agricoltura e le infrastrutture. Il Piano si impegna nella costruzione di un centro agroalimentare che valorizzi le eccellenze e l’esportazione dei prodotti locali.
  • Etiopia. Ha come pilastro l’agricoltura, l’acqua, la formazione. Il Piano prevede il recupero ambientale di alcune aree, interventi di risanamento delle acque, formazione.
  • Egitto. Ha come pilastro l’agricoltura e la formazione. In un’area a 200 chilometri da Alessandria il Piano del governo è di sostenere la produzione locale di cereali, investendo nell’acquisto di macchinari, in nuovi metodi di coltivazione e nella formazione professionale.
  • Algeria. Il Piano prevede di sviluppare progetti di monitoraggio satellitare dell’agricoltura.

Come ha spiegato Giorgia Meloni, il Piano si finanzia con un gettone iniziale di 5,5 miliardi di euro tra crediti, operazioni a dono e garanzie. Di questi, circa 3 miliardi saranno presi dal Fondo italiano per il clima (circa il 70% del Fondo stesso, per le risorse attualmente disponibili) e 2,5 miliardi e mezzo dal fondo per la Cooperazione allo sviluppo (che è quanto già oggi viene stanziato alla Cooperazione). Inoltre, lo spiega bene qui Pagella Politica: il Fondo italiano per il clima è un fondo rotativo, sostenuto sì da risorse pubbliche ma che si autofinanzia quando le imprese restituiscono i prestiti di cui hanno beneficiato.

Per ora resta comunque tutto sulla carta delle buone intenzioni: l’unica iniziativa legislativa in materia di Piano Mattei riguarda la cornice burocratica (ne abbiamo parlato qui).

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