“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
Piano Mattei, una cornice senza il quadro
Finalmente abbiamo il Piano Mattei: una bella cornice legislativa al cui interno non c’è niente. Ad affermarlo non sono io né Slow News: basta andare qui e leggere il testo, in esame alla Camera dei Deputati, del decreto legislativo 161/23, recante le “disposizioni urgenti per il ‘Piano Mattei'”.
Come si legge proprio sul sito della Camera e come evidenziato dal Governo nella relazione illustrativa “il Piano persegue la costruzione di un nuovo partenariato tra Italia e Stati del Continente africano, mediante la promozione di uno sviluppo comune, sostenibile e duraturo, nella dimensione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza”. E poi? E poi niente altro.
Il Piano Mattei, che il governo avrebbe dovuto presentare alla Conferenza Italia-Africa di novembre, annullata meno di un mese prima e rinviata al 28 e 29 gennaio 2024, per quello che ci è dato conoscere è composto da 7 articoli che si limitano a dare la cornice legislativa, burocratica ed economica in cui agirà il nostro Paese per costruire questo nuovo partenariato. Si parla di settori ma non di strategie, di investimenti ma non di progetti, non è chiaro da dove verranno presi i fondi e, carta canta, non è dato sapere nulla di più. Gli addetti ai lavori, i cronisti che si occupano di Afriche come il sottoscritto, non sanno nulla di più. Lo ha detto bene il direttore della rivista Africa&Affari, Massimo Zaurrini, intervenendo a Coffee Break su La7 il 10 gennaio 2024 (qui il video, minuto 26:42): quello che sappiamo è che “è stato fatto dal governo un monitoraggio di tutte le attività sull’Africa e con l’Africa […], si sa che verranno utilizzati circa 5 miliardi, più o meno un miliardo l’anno di risorse prese dal Fondo per il clima e dal Fondo rotativo, ci saranno fondi della cooperazione […] e questo è”.

Cose che restano
- Restare umani
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
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