Quando ci innamorammo dei fumetti giapponesi

TAG:

Prima diffusione e successo dei fumetti giapponesi, manga, in Italia li dobbiamo anche e soprattutto a gruppetti di appassionati che si impegnarono a diffonderli (e a volte adattarli e tradurli) per i loro connazionali.

Tra questi gruppetti ci furono i Kappa Boys: Andrea Baricordi, Massimiliano De Giovanni, Andrea Pietroni e Barbara Rossi, che nel ’92, trent’anni fa (!) fondarono Kappa Magazine, rivista che conteneva capitoli di manga, appunto, pubblicati a puntate, alternati a redazionali di giornalisti e appassionati del settore, interviste, rubriche di approfondimento.

Roba seria, in un periodo in cui Internet non era ancora così diffuso, e dunque tra le poche, pochissime pubblicazioni attorno alle quali si potevano riunire gli appassionati.

Fumettologica ha ricostruito – e celebrato – la storia della rivista.

Francesca Menta
Francesca Menta
3 anni fa

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Articolo
    Articolo
    2 giorni fa
    La paura di essere ebrei

    La cosa che resta che abbiamo scelto oggi è un articolo di David Graeber del 2019 e non riguarda direttamente le orrende notizie che ci arrivano da quella che è ormai una guerra aperta, scatenata dai bombardamenti israeliani e americani sull’Iran e rimbalzata dalla repubblica islamica su tutti i paesi della regione mediorientale, attaccati da […]

  • Articolo
    Articolo
    6 giorni fa
    Il discorso del Presidente

    La cosa che resta di oggi è un discorso che il presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez ha tenuto alla nazione il 4 marzo. Probabilmente ha già fatto il giro del mondo quattro volte, è diventato virale e si è persino memificato, ma, nonostante tutto, verrà dimenticato e sepolto dalla schiacciasassi mediatica che, soprattutto durante […]

  • Report
    Report
    7 giorni fa
    L’Iran dello Scià

    Come si viveva in Iran prima dell’avvento della Rivoluzione Islamica? Ce lo racconta un report di Amnesty del novembre del 1976.

Leggi tutte le cose che restano