Nel 1961 la migrazione delle persone dal sud Italia al nord è un fenomeno che viene analizzato anche giornalisticamente. Così, Brando Giordani e Ugo Zatterin, allora giornalisti del Telegiornale Rai, vanno a Torino a raccontare chi è arrivato dal sud per lavorare in fabbrica. Entrano nelle vecchie caserme trasformate in alloggi, chiedono ai torinesi cosa […]
La pesca italiana (ed europea) al largo dell’Africa occidentale
Il peschereccio industriale Twenty, legato all’azienda ittica siciliana Asaro, è stato fermato dagli uomini della Guardia costiera del Gambia, nella notte tra martedì e mercoledì, per aver infranto diverse norme per la pesca al largo del Paese africano. La Marina gambiana, che viaggiava a bordo della nave Age of Union, della Ong Sea Sheperd, ha scoperto che il peschereccio utilizzava reti da pesca illegali, con maglie troppo strette, per la cattura di polpi, seppie e gamberetti da esportare nei mercati europei.
Il Twenty è attualmente sotto sequestro nel porto di Banjul.
? Italian trawler in West African waters caught faking its “sustainably caught shrimp” to be sold in Europe! https://t.co/zNTpU4tO9T#Stopiuufishing #Poachersbeware
— Sea Shepherd (@seashepherd) September 13, 2023
Le scatole di gamberetti congelati trovate nella stiva della Twenty erano confezionate in scatole marchiate Asaro, un’azienda di pesca con sede a Mazara del Vallo, città portuale ad ovest di Palermo, in Sicilia. Alcune scatole recavano l’etichetta “Certificato da Pesca Sostenibile”. Nel 2018, l’armatore italiano Asaro aveva ottenuto la certificazione di pesca sostenibile da “Friend of the Sea”, un progetto dell’Organizzazione mondiale per la sostenibilità. Il peschereccio Twenty, fermato mercoledì notte, era incluso nello schema di certificazione, che tuttavia è scaduta nel 2021. Nonostante questo, le scatole di gamberetti a bordo della Twenty sequestrate mercoledì riportavano il logo di Friends of the Sea e il timbro di sostenibilità.
Con il Gambia l’Unione Europea ha un accordo firmato nel 2019 e che scadrà nel 2015. L’accordo serve a rendere reali le politiche europee circa la “pesca sostenibile”. Forse, per via di pratiche come queste, sarebbe da rivedere.

Cose che restano
- I bambini meridionali
- Restare umani
“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
MercoledìSlowlyUn podcast settimanale per approfondire una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.
VenerdìAtipicheÈ dedicata all’ADHD e alle neurodivergenze. Nasce dall’esperienza personale di Anna Castiglioni, esce ogni venerdì e ci trovi articoli, studi, approfondimenti, consigli pratici di esperte e esperti.
SabatoThe Slow JournalistLa cura Alberto Puliafito, è dedicata al giornalismo e alla comunicazione, esce ogni sabato e ci trovi analisi dei media, bandi, premi, formazione, corsi, offerte di lavoro selezionate, risorse e tanti strumenti.
DomenicaCose che restanoLa newsletter della domenica di Slow News. Contiene consigli di lettura, visione e ascolto che parlano dell’attualità ma che durano nel tempo.




