Il Made in Italy è conservazione del potere

Si può parlare di Made in Italy quando il latte per fare famosi formaggi arriva dalla Polonia, il grano degli spaghetti arriva dal Canada o dalla Russia, la carne di maiale usata per prosciutti rinomati arriva dall’est Europa? Basterebbe guardare i dati delle importazioni di prodotti come il grano e delle esportazioni del famoso Made in Italy per rendersi conto che qualcosa non torna.

Chi difende a spada tratta il Made in Italy, in realtà difende alcuni gruppi di potere. Lo racconta bene questa inchiesta di Altreconomia, Inchiesta BF, il vero sovrano dell’agricoltura in Italia. In poche parole, la filiera agroindustriale italiana si è trasformata attorno a BF, una holding quotata alla Borsa di Milano, che ha inglobato tutti i settori chiave: i semi con la società SIS, la proprietà dei terreni con Bonifiche Ferraresi, primo proprietario terriero in Italia, la commercializzazione di input e servizi agricoli con Consorzi agrari d’Italia Spa, fino ad arrivare alla commercializzazione nei canali della Grande distribuzione organizzata del marchio Stagioni d’Italia (pasta, legumi e altro).

In altre parole, qui si è costruita una filiera per mantenere uno status quo di potere e di tipologia di agricoltura basata su petrolio/fitosanitari/pesticidi etc. E, guarda caso, la premier Meloni, appena eletta, dove è andata? Alla festa di Coldiretti a Milano.

Loro la chiamano sovranità alimentare – appropriandosi il nome di lotte decennali fatte dai contadini – ma qui sembra solo una conservazione del potere in mano ai soliti noti. I soliti sovrani.

Sara Manisera
Sara Manisera
3 anni fa

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Articolo
    Articolo
    15 giorni fa
    L’anonimato di Banksy è un atto politico

    La cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]

  • Fumetto
    Fumetto
    17 giorni fa
    La guerra alle porte

    La cosa che resta di oggi è una inchiesta a fumetti scritta dal giornalista Antonio Mazzeo e disegnata dall’artista siciliano Lelio Bonaccorso, pubblicata nel numero 4 della Revue. È un viaggio alla scoperta di come viene usata una delle basi più strategiche del Mediterraneo, ovvero la base di Sigonella, in Sicilia. L’inchiesta è stata scritta […]

  • Articolo
    Articolo
    25 giorni fa
    La paura di essere ebrei

    La cosa che resta che abbiamo scelto oggi è un articolo di David Graeber del 2019 e non riguarda direttamente le orrende notizie che ci arrivano da quella che è ormai una guerra aperta, scatenata dai bombardamenti israeliani e americani sull’Iran e rimbalzata dalla repubblica islamica su tutti i paesi della regione mediorientale, attaccati da […]

Leggi tutte le cose che restano