Il lavoro non pagato

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In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino alle spese sostenute di tasca propria e al lavoro emotivo necessario per gestire sentimenti e comportamenti sul luogo di lavoro.

Questo lavoro non pagato è sistematicamente fuori dai radar degli studi che misurano la qualità del lavoro. È un fenomeno diffuso e, ovviamente, è disuguale. Ma è anche strettamente connesso all’organizzazione generale del lavoro e dell’occupazione.

Qui c’è lo studio di una sociologa italiana, Valeria Pulignano.

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