L’anonimato di Banksy è un atto politico

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.

La cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale dell’arte di Banksy, ovvero l’attivismo politico, l’attacco ai «simboli del più odioso potere».

«Chiunque decida di svelare alla gente che vuole sapere (in realtà la gente non vuole sapere), magari con una lunga e immagino costosa inchiesta in giro per l’Europa chi sia Banksy può essere o molto stupido, o, molto più probabilmente, qualcuno in qualche maniera vicino a quel potere che i graffiti di Banksy mettono alla berlina».

Puoi leggere l’intera riflessione qui.

Se ti interessa l’argomento, ne stiamo parlando da un po’ in una serie aperta che puoi leggere qui.

Articolo
Articolo
7 mesi fa

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • I bambini meridionali

    Nel 1961 la migrazione delle persone dal sud Italia al nord è un fenomeno che viene analizzato anche giornalisticamente. Così, Brando Giordani e Ugo Zatterin, allora giornalisti del Telegiornale Rai, vanno a Torino a raccontare chi è arrivato dal sud per lavorare in fabbrica. Entrano nelle vecchie caserme trasformate in alloggi, chiedono ai torinesi cosa […]

  • Restare umani

    “Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]

  • Il lavoro non pagato

    In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]

Leggi tutte le cose che restano