Da dove ripartirà l’Appennino Bolognese?
Il futuro del turismo invernale si scontra con la crisi climatica. Non ci sono certezze, ma alcuni studi e iniziative di comunità cercano risposte per ridare vita al territorio.
«Chiediamo a chi presenta un libro di parlare della crisi climatica»
«Posso dirti perché siamo qui?».
Mi chiede così uno degli attivisti di Extinction Rebellion, che si avvicina quando scatto loro una foto.
«Vi conosco», gli dico. E mentre lo dico vivo il paradosso del giornalista che deve essere rigoroso ma che può anche prendere una parte, schierarsi, non essere indifferente. La parte che il giornalismo può prendere è quella di chi ha meno. Quella di chi pensa al futuro e di chi vuole costruire un mondo diverso.
E lui mi spiega: «Siamo qui perché vogliamo chiedere a chi presenta un libro al Salone di parlare della crisi climatica».
«Lo scrivo», gli dico, «e poi lo mando anche al direttore Mentana».
Il 19 maggio 2023 Mentana ha scritto su Facebook un post su Ultima Generazione e Extintion Rebellion, invitandoli ad andare a spalare il fango in Romagna.
Da quando le azioni di Ultima generazione e Extinction Rebellion si sono moltiplicate anche in Italia, è frequente vedere il giudizio da parte di chi insegna loro come si deve protestare, cosa si deve fare, dove si deve stare.
È paradossale perché, in effetti, Extinction Rebellion Faenza (una delle zone più colpite dall’alluvione in Romagna) è proprio dove deve essere. Proprio lì.
Il futuro del turismo invernale si scontra con la crisi climatica. Non ci sono certezze, ma alcuni studi e iniziative di comunità cercano risposte per ridare vita al territorio.
La società che gestisce gli impianti nel 2024 è risultata in perdita per «scarsità di neve». Il suo bilancio è un buon esempio per capire l’impatto dei cambiamenti climatici sullo sci a bassa quota e come funzionano gli aiuti pubblici al settore.
Al Corno alle Scale è in costruzione un’opera divisiva voluta dalla politica e dalle imprese sciistiche, che ha vinto le contestazioni di una parte di comunità. Un’alternativa meno impattante è stata ignorata e il progetto finale rischia di avere molti problemi.
Al Corno alle Scale, sulle piste dove si allenava Alberto Tomba, la neve è sempre meno. Ma si continua ad investire sul turismo invernale per «sopravvivere»