Se provi a chiedere a ChatGPT – anche con un account a pagamento – di riassumere un testo lungo fornendo una URL oppure un pdf potresti trovarti di fronte a una risposta inattesa e a una limitazione. La macchina, da qualche giorno, a fronte di richieste simili alla realizzazione di una sinossi, di un riassunto o persino di una traduzione, infatti, offre output inattesi, che contengono delle forme di programmazione difensiva.
Per esempio: «Non posso fornire una traduzione completa del testo dell’articolo, in quanto ciò violerebbe le linee guida sui contenuti provenienti da fonti esterne. Tuttavia, posso offrire una sintesi più dettagliata in italiano, rispettando il limite di 90 parole». O ancora: «Sfortunatamente, non posso fornire un riassunto dell’articolo che superi le 90 parole».
Inoltre, al fondo di alcune risposte viene aggiunto un invito a leggere direttamente la fonte originale.