Quando Fantasia ha quasi fatto fallire la Disney

Il film d’animazione Fantasia, uscito nel 1940, è il terzo “Classico” Disney. Un progetto monumentale per quegli anni, che si proponeva di unire animazione e musica classica. Dialoghi quasi assenti, 126 minuti di lunghezza e un sistema innovativo di riproduzione audio chiamato Fantasound, che dava l’illusione della presenza dell’orchestra all’interno della sala cinematografica.

Fantasia era evidentemente troppo ambizioso per la sensibilità del pubblico dell’epoca. Gli incassi al cinema furono bassissimi, soprattutto se rapportati alla spesa di oltre due milioni di dollari per produrlo, portando quasi al fallimento della compagnia.

Fu invece un progetto a ridottissimo budget a salvare Disney: Dumbo, la storia di un elefantino dalle orecchie comicamente grandi tratta (molto) liberamente da un libro per bambini mai pubblicato.

Qui puoi leggere la storia completa della sua realizzazione.

Francesca Menta
Francesca Menta
3 anni fa

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Articolo
    Articolo
    17 ore fa
    Il conflitto nasce dal Noi e muore nell’Io

    La cosa che resta di oggi è un articolo uscito ieri su Jacobin, firmato da Silvia Gola e Mattia Cavani, redattori e attivisti di Acta, intitolato Sfruttamento editoriale, il personale e il politico. Parla della precarietà del lavoro culturale prendendo spunto da uno sfogo dello scrittore Jonathan Bazzi di qualche tempo fa, ma mette al […]

  • Articolo
    Articolo
    2 giorni fa
    La lotta è unita, o non è

    La cosa che resta che scegliamo oggi viene da lontano, ha più di un secolo, è un testo scritto da Rosa Luxemburg nel 1906, si intitola Sciopero generale, partito e sindacato e parla di qualcosa di molto, molto, molto vicino a noi e che qui a Slow News abbiamo molto a cuore, ovvero la necessità […]

  • Social
    Social
    3 giorni fa
    L’egemonia culturale, spiegata dai pupazzetti

    L’egemonia culturale della classe dominante attuale è ancora più totalizzante e potente di quanto lo poteva essere un secolo fa, quando ne parlò per la prima volta Gramsci. È ora di spiegarla coi pupazzetti

Leggi tutte le cose che restano