“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
Oltre il porno maschilista
TAG:
Sta facendo discutere molto la decisione dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) di imporre ai siti pornografici l’obbligo di verificare la maggiore età degli utenti, ma se la maggior parte dei media si concentra sull’assurdità del provvedimento, quasi nessuno si preoccupa di cosa ci sia dentro quei siti. Nessuno si sta chiedendo che cosa sia, oggi, la pornografia.
La risposta a quella domanda quasi sempre rivela i retaggi di una cultura impregnata di sessuofobia, senso di colpa piccolo borghese, ma soprattutto maschilismo. Il porno online, difatti, come tutta la pornografia mainstream su ogni canale, riflette e rappresenta un unico punto di vista sulla sessualità, quello maschile e tendenzialmente eterosessuale, anche quando parla di omosessualità.
La cosa che resta di oggi voleva essere un libro scritto nel 2003 da Éloïse Delsart sotto il nome d’arte di Ovidie, la prima pornostar femminista, si intitola Porno Manifesto – Storia di una passione proibita ed è stato pubblicato in Italia nel 2007 da Baldini&Castoldi.
Alla base del libro di Ovidie c’è un concetto molto potente e prezioso: la lotta contro la censura e per la lbertà di autodeterminazione: «Il primo compito del femminismo in quanto movimento di liberazione è quello di lottare contro ogni forma di censura, in particolare contro quelle espresse per proteggere le donne. La censura è un ostacolo alla libertà. Non è un ideale femminista», si legge in Porno Manifesto.
Purtroppo non abbiamo trovato una versione fruibile online di questo libro, quindi vi suggeriamo altre due cose, per farvi venire voglia di indagare questo tema in un modo diverso dal solito.
La prima cosa è un articolo pubblicato sul Manifesto nel 2023 da Silvia Corti, in arte Slavina, intitolato Non lasciamo il porno ai maschilisti. La seconda è un libro di Valentine aka Fluida Wolf, si intitola Post porno, l’ha pubblicato nel 2020 Eris e puoi leggere l’introduzione qui.
Il libro di Ovidie, invece, lo puoi trovare in vendita o in molte biblioteche italiane.

Cose che restano
- Restare umani
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
Articolo6 mesi faL’anonimato di Banksy è un atto politicoLa cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]
MercoledìSlowlyUn podcast settimanale per approfondire una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.
VenerdìAtipicheÈ dedicata all’ADHD e alle neurodivergenze. Nasce dall’esperienza personale di Anna Castiglioni, esce ogni venerdì e ci trovi articoli, studi, approfondimenti, consigli pratici di esperte e esperti.
SabatoThe Slow JournalistLa cura Alberto Puliafito, è dedicata al giornalismo e alla comunicazione, esce ogni sabato e ci trovi analisi dei media, bandi, premi, formazione, corsi, offerte di lavoro selezionate, risorse e tanti strumenti.
DomenicaCose che restanoLa newsletter della domenica di Slow News. Contiene consigli di lettura, visione e ascolto che parlano dell’attualità ma che durano nel tempo.


