“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
Il discorso del Presidente
La cosa che resta di oggi è un discorso che il presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez ha tenuto alla nazione il 4 marzo. Probabilmente ha già fatto il giro del mondo quattro volte, è diventato virale e si è persino memificato, ma, nonostante tutto, verrà dimenticato e sepolto dalla schiacciasassi mediatica che, soprattutto durante una guerra, macina breaking news senza soluzione di continuità.
Scegliamo questo discorso perché ci sembra una delle poche posizioni sagge e lucide in un contesto in cui sia i politici che la maggior parte dei media sembrano in preda a una trans endorfinica e guerrafondaia che ci terrorizza.
«Le potenze coinvolte in questo conflitto devono cessare immediatamente le ostilità e scegliere il dialogo e la diplomazia», ha detto Sacnhez, «E il resto di noi deve agire con coerenza, difendendo ora gli stessi valori che difendiamo quando parliamo dell’Ucraina, di Gaza, del Venezuela o della Groenlandia.
Perché la questione non è se siamo a favore o meno degli ayatollah. Nessuno lo è. Certamente non il popolo spagnolo e, ovviamente, non il governo spagnolo. La questione è se siamo o meno dalla parte del diritto internazionale e, quindi, della pace.»
Lo puoi leggere integralmente qui.

Cose che restano
- Restare umani
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
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