Come ti normalizzo la violenza

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.

“Fai attenzione, non vestirti in un certo modo”,
“Non lasciare mai il bicchiere incustodito”,
“Rimani sempre in gruppo”,
“Non ubriacarti, ché altrimenti il lupo lo trovi“.

Sono solo alcune delle tante frasi che ogni donna sente ripetersi dall’adolescenza in poi.

I riflettori sono sempre sulla potenziale vittima, sulla responsabilità di non essere preda del lupo, e più raramente – ma quasi mai – ci si concentra sulle responsabilità effettive, quelle del carnefice. È la vittima che deve sforzarsi di essere meno preda possibile, il fatto che esista il predatore è invece dato per scontato.

La normalizzazione della violenza passa anche dalle parole che usiamo. Soprattutto dalle parole che usiamo. Dalle frasi, dai concetti, che vengono reiterati in maniera più o meno consapevole quando se ne parla.

Lo spiega Giulia Blasi, su Valigia Blu.

 

Immagine di copertina: Non Una Di Meno.

Francesca Menta
Francesca Menta
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