In Africa la Cina usa Wagner per proteggere i suoi interessi

TAG:

Il 3 luglio scorso alcuni uomini del gruppo paramilitare russo Wagner hanno condotto una missione nella foresta nell’area di Dimbi, nel sud della Repubblica Centrafricana (RCA), per mettere in salvo alcuni cittadini cinesi che lavoravano in un sito minerario e si erano rifugiati nella foresta per proteggersi da un attacco di un gruppo ribelle.

La notizia è stata diffusa inizialmente su un gruppo Telegram, collegato a Wagner, chiamato Grey Zone, sul quale sono state pubblicate alcune fotografie dei cittadini cinesi messi in salvo, ed è stata successivamente confermata da altri media. La richiesta di intervento e di evacuazione sarebbe arrivata direttamente dall’Ambasciata cinese a Bangui.

I cinesi avrebbero ricevuto informazioni circa un attacco in preparazione da parte di un gruppo armato e si sarebbero rifugiati nella foresta per mettersi in salvo. In un’operazione in notturna sono stati tratti in salvo il 3 luglio, sono stati forniti loro pasti caldi e il 4 luglio sono atterrati a Bangui. Il 5 luglio la notizia ha cominciato a circolare anche su social network come Twitter.

Sarebbe la prima volta che la Cina si affida ai paramilitari del Wagner per un’operazione di questo tipo. La Cina si è già rivolta in passato, anche in altri contesti, a milizie locali o appaltatori privati per proteggere le sue aziende all’estero.

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Articolo
    Articolo
    un mese fa
    L’anonimato di Banksy è un atto politico

    La cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]

  • Fumetto
    Fumetto
    un mese fa
    La guerra alle porte

    La cosa che resta di oggi è una inchiesta a fumetti scritta dal giornalista Antonio Mazzeo e disegnata dall’artista siciliano Lelio Bonaccorso, pubblicata nel numero 4 della Revue. È un viaggio alla scoperta di come viene usata una delle basi più strategiche del Mediterraneo, ovvero la base di Sigonella, in Sicilia. L’inchiesta è stata scritta […]

  • Articolo
    Articolo
    un mese fa
    La paura di essere ebrei

    La cosa che resta che abbiamo scelto oggi è un articolo di David Graeber del 2019 e non riguarda direttamente le orrende notizie che ci arrivano da quella che è ormai una guerra aperta, scatenata dai bombardamenti israeliani e americani sull’Iran e rimbalzata dalla repubblica islamica su tutti i paesi della regione mediorientale, attaccati da […]

Leggi tutte le cose che restano