Senza respiro

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.

Mentre sui giornali si parla del ex presidente francese Nicolas Sarkozy che, dopo meno di un mese di carcere, ha ottenuto la libertà vigilata in attesa del processo di secondo grado, nelle carceri italiane si soffoca a causa di un sovraffollamento e un peggioramento delle condizioni generali e strutturali delle carceri senza che la cosa faccia minimamente notizia.

Eppure, negli ultimi 30 anni di carcere si muore sempre di più: tra i morti registrati nel 2024 (246) e quelli registrati nel 1994 (136) si registra un aumento di quasi il 100%, mentre il dato assoluto, dal 1992 ad oggi, parla di 5.411 persone morte all’interno delle strutture penitenziarie.

Per questo motivo, la cosa che resta che abbiamo scelto per oggi è il rapporto sulle carceri italiane realizzato da Antigone, ventunesimo dal 2002.

Si intitola Senza respiro e lo puoi leggere qui.

Report
Report
2 mesi fa

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Newsletter
    Newsletter
    19 ore fa
    Bilanci di fascismo

    La cosa che resta di oggi è un documento che, letto oggi, fa impressione per la sua precisione nel raccontare l’impatto di un governo fascista sull’economia e sulla società di una nazione. Si intitola Un anno di dominazione fascista, l’ha compilato — è più un report tecnico che un testo argomentativo  — Giacomo Matteotti nel […]

  • Report
    Report
    5 giorni fa
    Ambizioni groenlandesi, since 1868

    Negli ultimi giorni, su tutti i giornali e i siti di informazione, le notizie sui colloqui tra USA e Danimarca per parlare del futuro della Groenlandia si stanno ritagliando spazio e si stanno gonfiando, alimentate dai toni al limite del surreale di Donald Trump, che sembrerebbe addirittura ambire ad annettere la Groenlandia agli Stati Uniti. […]

  • Articolo
    Articolo
    7 giorni fa
    Smettere di finanziare la guerra

    Il primo quarto di questo XXI secolo, che si è appena chiuso con la fine del 2025, è stato segnato, a livello mondiale e in maniera incontrovertibile, da una costante: dall’Iraq all’Afganistan, dallo Yemen alla Libia, dal Pakistan alla Corea, dalla Siria all’Ucraina fino alla Palestina, senza dimenticare i conflitti interni nelle Afriche, questo nuovo […]

Leggi tutte le cose che restano