Non avrai altra vita al di fuori del lavoro

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Risulta sempre più evidente una linea comune dei media quando si parla di lavoro.

I giovani, secondo questa linea, hanno un sacco di pretese: sono sfaticati e preferiscono avere il finesettimana libero e ricevere il reddito di cittadinanza ad un lavoro onesto e ben pagato.
Di contro, spesso vengono glorificate delle storie (vere, false o presunte che siano) il cui fulcro è il sacrificio estremo in nome della performance lavorativa.

Ma non si tratta solo di giornalismo.
Quella del lavoro come unico obiettivo, o direttamente unica vita, sembra essere un’idea ben più radicata nella mente di molte persone: basti notare le levate di scudi generali quando si parla di provvedimenti come il reddito di base universale e simili.

Quando è iniziato tutto questo? Quand’è che, come società, abbiamo iniziato a dare alla carriera un peso tale da oscurare quasi tutti gli altri aspetti dell’esistenza?

Andrea Colamedici e Maura Gancitano hanno pubblicato un’analisi in merito su L’Indiscreto.

Francesca Menta
Francesca Menta
un anno fa

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Ultimo aggiornamento 20 ore fa
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