“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
Sbatti il mostro in prima pagina: pubblicare o no le chat?
Le abbiamo viste riportate e rimbalzate di continuo in questi giorni, e Arianna Ciccone, su Valigia Blu, si pone un interrogativo tutt’altro che banale: occorre, è una “buona pratica” pubblicare le chat degli uomini accusati dello stupro di gruppo avvenuto a Palermo, così come sta avvenendo su tutte le principali testate italiane?
No, non serve a niente, se non ad alimentare quel sensazionalismo di cui gran parte della stampa italiana si nutre e alimenta.
Il modo, spiega Ciccone, in cui chat e screenshot sono stati riportati più o meno ovunque è stato irresponsabile, privo di contesto, privo anche di riferimenti a tutti quei servizi che possono essere d’aiuto alle donne che si trovano o si sono trovate nella stessa situazione. Sono prive di un’analisi su tutte quelle dinamiche sociali, psicologiche e culturali in cui un atto del genere trova terreno fertile.
“Di fondo il giornalismo italiano, come sistema ripeto, non è in grado di gestire questi casi nel modo responsabile che richiedono, e non lo è stato nemmeno questa volta, sottovalutando il trauma che le sopravvissute a un stupro potrebbero rivivere, il rischio emulazione, il rischio di consolidare stereotipi trascurando il linguaggio e i termini che si usano, il rischio di normalizzare la violenza.
[…] Non credo che ci aiuterà a farci carico come società di quello che è successo. Anche perché il rischio ulteriore è deresponsabilizzarci collettivamente: “Sono delle bestie”, “Non tutti gli uomini sono così” – frase che non vorremo davvero più sentire – “Sono una eccezione, non sono la normalità”.
Sempre Valigia Blu, tramite Marco Nurra, aveva stilato un elenco di buone pratiche e pratiche da evitare per parlare di violenza sulle donne.
Tra queste:
- Evitare il linguaggio che tende a “romanticizzare” la vicenda;
- Evitare la colpevolizzazione o la deumanizzazione della vittima;
- Evitare sensazionalismi di sorta;
- Evitare di andare a saccheggiare i profili social della vittima.
Buone pratiche che, è sotto gli occhi di tutti, raramente vengono rispettate.
Foto: Non Una di Meno – Palermo
22 agosto 2023

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