Sbatti il mostro in prima pagina: pubblicare o no le chat?

Le abbiamo viste riportate e rimbalzate di continuo in questi giorni, e Arianna Ciccone, su Valigia Blu, si pone un interrogativo tutt’altro che banale: occorre, è una “buona pratica” pubblicare le chat degli uomini accusati dello stupro di gruppo avvenuto a Palermo, così come sta avvenendo su tutte le principali testate italiane?

No, non serve a niente, se non ad alimentare quel sensazionalismo di cui gran parte della stampa italiana si nutre e alimenta.

Il modo, spiega Ciccone, in cui chat e screenshot sono stati riportati più o meno ovunque è stato irresponsabile, privo di contesto, privo anche di riferimenti a tutti quei servizi che possono essere d’aiuto alle donne che si trovano o si sono trovate nella stessa situazione. Sono prive di un’analisi su tutte quelle dinamiche sociali, psicologiche e culturali in cui un atto del genere trova terreno fertile.

“Di fondo il giornalismo italiano, come sistema ripeto, non è in grado di gestire questi casi nel modo responsabile che richiedono, e non lo è stato nemmeno questa volta, sottovalutando il trauma che le sopravvissute a un stupro potrebbero rivivere, il rischio emulazione, il rischio di consolidare stereotipi trascurando il linguaggio e i termini che si usano, il rischio di normalizzare la violenza.

[…] Non credo che ci aiuterà a farci carico come società di quello che è successo. Anche perché il rischio ulteriore è deresponsabilizzarci collettivamente: “Sono delle bestie”, “Non tutti gli uomini sono così” – frase che non vorremo davvero più sentire – “Sono una eccezione, non sono la normalità”.

Sempre Valigia Blu, tramite Marco Nurra, aveva stilato un elenco di buone pratiche e pratiche da evitare per parlare di violenza sulle donne.

Tra queste:

  • Evitare il linguaggio che tende a “romanticizzare” la vicenda;
  • Evitare la colpevolizzazione o la deumanizzazione della vittima;
  • Evitare sensazionalismi di sorta;
  • Evitare di andare a saccheggiare i profili social della vittima.

Buone pratiche che, è sotto gli occhi di tutti, raramente vengono rispettate.

Foto: Non Una di Meno – Palermo

22 agosto 2023

Francesca Menta
Francesca Menta
2 anni fa

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Report
    Report
    un giorno fa
    Ambizioni groenlandesi, since 1868

    Negli ultimi giorni, su tutti i giornali e i siti di informazione, le notizie sui colloqui tra USA e Danimarca per parlare del futuro della Groenlandia si stanno ritagliando spazio e si stanno gonfiando, alimentate dai toni al limite del surreale di Donald Trump, che sembrerebbe addirittura ambire ad annettere la Groenlandia agli Stati Uniti. […]

  • Articolo
    Articolo
    3 giorni fa
    Smettere di finanziare la guerra

    Il primo quarto di questo XXI secolo, che si è appena chiuso con la fine del 2025, è stato segnato, a livello mondiale e in maniera incontrovertibile, da una costante: dall’Iraq all’Afganistan, dallo Yemen alla Libia, dal Pakistan alla Corea, dalla Siria all’Ucraina fino alla Palestina, senza dimenticare i conflitti interni nelle Afriche, questo nuovo […]

  • Foto
    Foto
    4 giorni fa
    Witness 1979, la protesta delle donne in Iran

    Da ormai quasi due settimane, nelle strade e nelle piazze delle principali città iraniane è in corso quella che sembra essere la più massiccia e rappresentata protesta popolari contro il regime degli ultimi anni. Durante le manifestazioni, la polizia iraniana avrebbe arrestato migliaia di persone e ne avrebbe uccise diverse centinaia. È molto complicato verificare […]

Leggi tutte le cose che restano