“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
La paura di essere ebrei
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La cosa che resta che abbiamo scelto oggi è un articolo di David Graeber del 2019 e non riguarda direttamente le orrende notizie che ci arrivano da quella che è ormai una guerra aperta, scatenata dai bombardamenti israeliani e americani sull’Iran e rimbalzata dalla repubblica islamica su tutti i paesi della regione mediorientale, attaccati da droni e da missili da quasi 10 giorni.
Nonostante non sia sulla guerra, l’articolo di Graeber, che si intitola For the first time in my life, I’m frightened to be Jewis, ci rimbalza in testa da giorni, anzi da mesi, perché anche se parte da una storia tutto sommato piccola e ormai passata (le accuse di antisemitismo rivolte al partito laburista guidato da Corbyn), in realtà parla di qualcosa che sta succedendo anche ora, proprio ora, intorno a noi.
Quell’articolo, che va letto con attenzione anche nelle parti in cui parla nello specifico di faide interne alla politica britannica, è un potente anticorpo — o quantomeno un avviso — contro la deriva che sta prendendo una certa parte del mondo liberale e sedicente moderato che confonde antisemitismo con antisionismo e che attacca come atti antisemiti le proteste contro gli atti genocidi compiuti dal governo isrealiano.
Graeber, da ebreo, nel 2019 aveva le idee molto chiare su come trattare le campagne che si autodefinivano contro l’antisemitismo portate avanti da non ebrei: «strumentalizzare le questioni ebraiche in modi che garantiscono rancore, panico e risentimento è di per sé una forma di antisemitismo. (Questo è vero indipendentemente dal fatto che gli artefici siano pienamente consapevoli di ciò che stanno facendo.) Crea terrore nella comunità ebraica. Ci priva dei nostri alleati più forti. Se si cercasse attivamente di creare malcontento nei confronti degli ebrei di sinistra, allora sicuramente le purghe, le denunce sensazionalistiche sui media, le esagerazioni selvagge e l’infinita distorsione delle parole (un abile propagandista, dopotutto, può dimostrare qualsiasi cosa – se volessi scegliere le citazioni, sono sicuro che potrei dimostrare che Margaret Thatcher era comunista o che il Papa è anticattolico), sarebbero il modo migliore per farlo».
Foto | Matt Brown/Flick

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