“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
La vita delle altre
La cosa che resta che scegliamo oggi, 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è un fumetto pubblicato dalla Revue nella primavera del 2025. Si intitola La vita delle altre, è stato scritto da Francesca Ceci e disegnato da Claudia Petrazzi e parla di violenza di genere esplorando un tema centrale, ma che spesso viene dimenticato dai media: cosa succede alle donne che riescono a restare vive? Quali alternative si trovano davanti? Come cambiano inevitabilmente le loro vite?
La violenza sulle donne non è un’emergenza, purtroppo, perché i femminicidi e le molestie non sono rari, accadono ogni giorno. Per questo, quando i giornali se ne occupano, quasi sempre si concentrano sugli aspetti che rendono quel particolare femminicidio un fatto unico, finendo fatalmente per parlare della dinamica del femminicidio, della vittima e del carnefice.
Se scegliamo questa inchiesta è proprio perché riesce a uscire da questo scacco dell’attualità e dell’emergenza e parla di qualcosa che non fa notizia, ovvero delle donne che sopravvivono, di chi le aiuta, di come si fa a migliorare la loro vita e renderla più sicura.
Leggendolo, oltre a capire una dinamica che riguarda sempre “le vite delle altre”, scopriamo anche quanto cambia invertire il senso della notizia, quanto è rivoluzionario potersi permettere di non concentrarsi sull’ora e adesso, che è ciò che sparisce e che ogni istante viene spazzato via dall’ora e adesso successivo, per parlare invece di ciò che resta.

Cose che restano
- Restare umani
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
Articolo6 mesi faL’anonimato di Banksy è un atto politicoLa cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]
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