La cosa che resta di oggi è un video di Alessandro Barbero e c’entra con il referendum costituzionale, la cui data si avvicina (si voterà il 22 e il 23 marzo 2026), ma di cui per ora si parla soltanto quando si genera una polemica, dal fronte del Sì, come da quello del No.
In questo video Barbero riparla di referendum dopo essere stato investito dalle polemiche e dopo che, su segnalazione del giornale online Open, la visibilità di un suo primo post era stata limitata da Facebook.
Ma no solo, Barbero puntualizza anche su una cosa fondamentale che riguarda ogni dibattito: la falsificabilità delle opinioni. E la sua, relativa alla pericolosità delle novità che vorrebbe introdurre il Governo e che sarà al centor del referendum sulla giustizia, non è falsificabile.
Puoi guardare il suo intervento qui.
Avevamo parlato di fact checking e di Barbero su The Slow Journalist, puoi leggere l’articolo di Alberto Puliafito qui.