“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
Del principio federativo
Dopo un discorso di Mario Draghi, tenuto in Belgio qualche giorno fa, è tornato di nuovo alla ribalta un grande classico del dibattito politico europeo: l’Europa deve essere una federazione o una confederazione?
Nella versione semplificata e polarizzata della domanda, le alternative sono due: o una federazione di Stati che cedono alcune delle proprie competenze a un governo centrale fino a sparire lentamente a favore di una struttura centrale; oppure una confederazione di Stati che al contrario restano indipendenti e delegano a una strutta centrale soltanto pochissimi aspetti della vita economica dell’Unione.
C’è però anche una terza via, come spesso accade, una via che non porta né alla costituzione di un gigastato europeo, né al ritorno dei nazionalismi degli Stati nazionali. È la via tracciata dal pensiero anarchico, in particolare da uno scritto da Pierre-Joseph Proudhon, Del principio federativo, attraverso il quale il filosofo francese propone una interessante rete federativa dal basso, fatta di comunità, associazioni e gruppi informali.

Cose che restano
- Restare umani
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
Articolo6 mesi faL’anonimato di Banksy è un atto politicoLa cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]
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