“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
Ci vediamo in piazza
La cosa che vogliamo che resti di oggi, venerdì 3 ottobre 2025, è un testo effimero che tra meno di 24 ore sparirà.
L’ha scritto il cantante torinese Andrea Lazslo De Simone e l’ha pubblicato su Instagram sotto forma di story, che quindi non possiamo linkare direttamente. Il suo profilo lo puoi raggiungere da qui.
Per questo motivo ci permettiamo di copiare qui un pezzo del suo discorso, che nelle sue stories si articola in tre parti.
Scrive Andrea Laszlo De Simone:
«Una buona parte dell’umanità sta maturando un individualismo e un senso dell’opportunità che mail si accordano con l’idea di società.
E questo è preoccupante.
In molti iniziano a confondere in modo grave la giustizia con la convenienza, la felicità con il successo, la bellezza con la vendibili, la qualità con la quantità, l’affetto con i numeri.
Non credo che sia un caso che una certa sinistra sia scomparsa da quando teniamo tutti nel palmo della mano uno smartphone, mentre le destre e i nazionalismi sono fioriti ovunque come non mai.
È lo strumento ideale per la comunicazione emotiva, per parlare alla pancia delle persone, ma non è altrettanto adatto a veicolare messaggi complessi.
Questa volta, però, è successo qualcosa di diverso.
Ecco cos’altro sta facendo di grande la Global Sumud Flottilla. Ha ispirato le persone a trasporre il sostegno virtuale nel mondo reale.
E nel mondo reale le persone, insieme, possono e potranno sempre cambiare le cose.
Ci vediamo in piazza».
Come detto, questo testo tra 24 ore sparirà. Se ci siamo permessi di riscriverlo qui è perché questo spazio è dedicato alle Cose che restano, e crediamo che il lavoro giornalistico di una realtà come Slow News sia esattamente questo. Malgrado la natura effimera dello strumento usato, il testo di Andrea Laszlo De Simone contiene un messaggio che siamo in tante e tanti a condividere. Per questo merita di restare: perché nel mezzo dell’immenso flusso di contenuti che ci inonda e ci ditare, questo fa parte di quelli che non devono affogare nel rumore di fondo.
Facciamolo durare, facciamogli spazio. E vediamoci in manifestazione.
Se non hai mai ascoltato Andrea Laszlo De Simone, ti consigliamo di cominciare dalla suite Immensità. La puoi ascoltare da qui.
Foto di Gayatri Malhotra su Unsplash

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