70 anni di televisione

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.

Il 3 gennaio 1954 alle 11.00 iniziavano ufficialmente i programmi televisivi della Rai. Era tutto rigorosamente in diretta perché non si poteva registrare nulla: non esistono, dunque, archivi di quei primi programmi, che sono affidati esclusivamente alla memoria di chi c’era e di chi ne ha scritto. Vale la pena di dare un’occhiata a questo documentario in dodici puntate dal titolo Quando è arrivata la televisione. È del 1979 (venticinque anni dopo l’inizio di tutto) ed è stato diretto da Ermanno Olmi. Le Teche rai lo hanno reso disponibile proprio per l’anniversario.

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • I bambini meridionali

    Nel 1961 la migrazione delle persone dal sud Italia al nord è un fenomeno che viene analizzato anche giornalisticamente. Così, Brando Giordani e Ugo Zatterin, allora giornalisti del Telegiornale Rai, vanno a Torino a raccontare chi è arrivato dal sud per lavorare in fabbrica. Entrano nelle vecchie caserme trasformate in alloggi, chiedono ai torinesi cosa […]

  • Restare umani

    “Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]

  • Il lavoro non pagato

    In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]

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