“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
Il fronte dei porti
Giovedì 18 settembre, dopo una segnalazione partita dai lavoratori della Cooperativa Portuale di Ravenna, il sindaco della città e il presidente della Regione e la presidente della Provincia hanno intimato alla Sapir, la società che gestisce la darsena di Ravenna, di fermare il carico di due container.
Quei container, secondo quanto scrive Andrea Tundo sul Fatto Quotidiano, contenevano «munizioni di fabbricazione ceca e ungherese per l’esercito israeliano», e sarebbero dovuti partire «su una nave della compagnia Zim, la Contship Era» in direzione di Haifa, il maggior porto di Israele.
L’iniziativa dei lavoratori del porto di Ravenna non è nuova né unica nel suo genere, tutt’altro. Da anni, nei porto di tutta Europa, lavoratrici e lavoratori portuali hanno portato avanti una lotta diretta contro il traffico di armi bloccando navi e container. È successo in Francia, in Spagna, in Germania, in Grecia, in Belgio e in Italia, in particolare al porto di Genova, uno dei più attivi in questa lotta.
È proprio da Genova che arriva il contenuto che vi proponiamo di leggere oggi. Si tratta di un’inchiesta a fumetti scritta da Carlo Canepa e disegnata da Andrea Ferraris, entrambi genovesi, pubblicata sul numero 6 della Revue, una rivista trimestrale di informazione a fumetti, uscito nell’autunno del 2023.
Disegno di Andrea Ferraris/La Revue

Cose che restano
- Restare umani
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
Articolo6 mesi faL’anonimato di Banksy è un atto politicoLa cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]
MercoledìSlowlyUn podcast settimanale per approfondire una cosa alla volta, con il tempo che ci vuole e senza data di scadenza.
VenerdìAtipicheÈ dedicata all’ADHD e alle neurodivergenze. Nasce dall’esperienza personale di Anna Castiglioni, esce ogni venerdì e ci trovi articoli, studi, approfondimenti, consigli pratici di esperte e esperti.
SabatoThe Slow JournalistLa cura Alberto Puliafito, è dedicata al giornalismo e alla comunicazione, esce ogni sabato e ci trovi analisi dei media, bandi, premi, formazione, corsi, offerte di lavoro selezionate, risorse e tanti strumenti.
DomenicaCose che restanoLa newsletter della domenica di Slow News. Contiene consigli di lettura, visione e ascolto che parlano dell’attualità ma che durano nel tempo.


