Gli ultimi giorni dell’Umanità

Slow News. Il primo progetto italiano di slow journalism.

Nell’ottobre del 1915, lo scrittore austriaco Karl Kraus cominciò a scrivere una tragedia colossale, ispirata a quello che gli stava accadendo attorno in un’Europa insanguinata dall’interventismo e dalla Prima Guerra mondiale. Quella che ne venne fuori fu una delle opere teatrali più imponenti della storia del teatro, una tragedia in cinque atti che prese a Kraus 7 anni di lavoro, fino al 1922, e che venne intitolata Gli ultimi giorni dell’Umanità.

Considerato da sempre un «testo di teatro irrappresentabile, che accoglie in sé tutti i generi e gli stili letterari, così come la realtà di cui parla», Gli ultimi giorni dell’Umanità mette in scena lo stesso caos e la stessa follia che mira a denunciare: quasi 1000 personaggi, più di 200 scene, composte da spezzoni di discorsi, chiacchiere tra militari, giornalisti, persone normali, persino imperatori.

«La guerra mondiale è entrata completamente negli Ultimi giorni dell’umanità», scrisse a proposito dell’opera di Kraus lo scrittore Elias Canetti, «senza consolazioni e senza riguardi, senza abbellimenti, edulcoramenti, e soprattutto, questo è il punto più importante, senza assuefazione».

Lo stesso Kraus, introducendo il suo lavoro, sottolineò la potenza, la drammaticità, ma anche il grottesco umorismo di quell’opera (e della realtà che ci stava dietro): «I frequentatori dei teatri di questo mondo non saprebbero reggervi. Perché è sangue del loro sangue e sostanza della sostanza di quegli anni irreali, inconcepibili, irraggiungibili da qualsiasi vigile intelletto, inaccessibili a qualsiasi ricordo e conservati soltanto in un sogno cruento, di quegli anni in cui personaggi da operetta recitarono la tragedia dell’umanità».

Nel 1990, questa opera gigantesca venne messa in scena al Lingotto da Luca Ronconi, venne filmata e poi, il 23 settembre 1991, venne trasmessa su Rai 2.

È questa la cosa che resta di oggi, 4 novembre, anniversario dell’armistizio della Prima Guerra mondiale, ovvero una giornata di memoria istituita per la prima volta nell’ottobre 1922, poco prima della Marcia su Roma, e ripristinata come festività civile e memoria storica tramite una legge del marzo 2024 dal Governo Meloni.

La scegliamo come atto di accusa alla follia umana, contro tutte le guerre, contro chiunque soffi sul fuoco del nazionalismo e del rancore tra i popoli, perché stiamo assistendo impotenti al replicarsi di quel clima. La scegliamo, e vi invitiamo a vederla e condividerla, come antidoto e anticorpo ai discorsi che normalizzano la guerra che provengono in questi mesi sia dai giornali che dalla politica.

La puoi vedere integralmente qui. E merita ognuno dei 157 minuti che dura.

Video
Video
5 mesi fa

Cose che restano

Cose che meritano di non essere perse nel rumore di fondo della rete, che parlano di oggi e che durano per sempre
  • Articolo
    Articolo
    2 giorni fa
    L’anonimato di Banksy è un atto politico

    La cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]

  • Fumetto
    Fumetto
    4 giorni fa
    La guerra alle porte

    La cosa che resta di oggi è una inchiesta a fumetti scritta dal giornalista Antonio Mazzeo e disegnata dall’artista siciliano Lelio Bonaccorso, pubblicata nel numero 4 della Revue. È un viaggio alla scoperta di come viene usata una delle basi più strategiche del Mediterraneo, ovvero la base di Sigonella, in Sicilia. L’inchiesta è stata scritta […]

  • Articolo
    Articolo
    12 giorni fa
    La paura di essere ebrei

    La cosa che resta che abbiamo scelto oggi è un articolo di David Graeber del 2019 e non riguarda direttamente le orrende notizie che ci arrivano da quella che è ormai una guerra aperta, scatenata dai bombardamenti israeliani e americani sull’Iran e rimbalzata dalla repubblica islamica su tutti i paesi della regione mediorientale, attaccati da […]

Leggi tutte le cose che restano