“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
Arte e intelligenze artificiali generative: c’è chi le usa
Non tutto il mondo dell’arte è contro le inteligenze artificiali generative. In un certo senso è ovvio che sia così: ogni volta che ci sono introduzioni di novità tecnologiche – che non arrivano mai dal nulla ma sono frutto di un processo che va sempre messo in prospettiva storica – si assiste a dibatti, posizioni contrarie, posizioni a favore e posizioni intermedie.
Sul sito di Creative Commons c’è una lettera, firmata da artiste e artisti che ha come obiettivo la creazione di una conversazione meno polarizzata a proposito dell’uso di questi strumenti.
In questo momento, infatti, la conversazione è dominata da chi chiede misure più restrittive nei confronti di questi stumenti, in particolare in termini di copyright.
I firmatari della lettera auspicano che il mondo delle intelligenze artificiali si possa sviluppare in maniera responsabile: «Per noi», dicono, «le intelligenze artificiali generative sono abilitanti ed espressive. Non le usiamo per copiare gli altri, ma per creare nuovi lavori e nuove esperienze trasformativi. Siamo consapevoli dei problemi e degli impatti di queste tecnologie, così come degli sforzi per regolarle [abbiamo visto come in Europa si stia cercando, piuttosto, di regolarne gli usi, ndR]. Ed è proprio perché utilizziamo queste tecnologie che il nostro punto di vista è così importante in questo momento».

Cose che restano
- Restare umani
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
Articolo6 mesi faL’anonimato di Banksy è un atto politicoLa cosa che resta di oggi è una riflessione di Massimo Mantellini intitolata Scegli la tua arma contro Banksy, che riguarda l’anonimato come scelta politica e che, di riflesso, svela i tentativi di smascherarlo come atti di reazione che difendono il potere. Mantellini parte dalla critica di un articolo del Post per puntualizzare l’elemento fondamentale […]
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