Da ormai quasi due settimane, nelle strade e nelle piazze delle principali città iraniane è in corso quella che sembra essere la più massiccia e rappresentata protesta popolari contro il regime degli ultimi anni.
Durante le manifestazioni, la polizia iraniana avrebbe arrestato migliaia di persone e ne avrebbe uccise diverse centinaia. È molto complicato verificare le stime dei morti, dei feriti e degli arrestati, soprattutto perché il regime sta rendendo quasi impossibile connettersi a internet e comunicare all’esterno del paese.
Nelle ultime ore anche gli Stati Uniti si stanno muovendo, minacciando il regime di un intervento militare diretto, ma è ovviamente impossibile prevedere che cosa succederà nelle prossime ore, figuriamoci immaginare gli esiti della sommossa popolare.
Mentre i giornali cercano di raccontare quello che succede nella repubblica islamica, mettendo insieme i pezzi caotici che arrivano soprattutto dai pochi utenti che riescono a far uscire dal paese video e foto delle proteste, noi come Cosa che resta di oggi scegliamo una serie di fotografie che raccontano un’altra manifestazione, quella dell’8 marzo del 1979, quando subito dopo la caduta dello Scià e l’avvento al potere degli ayatollah, 100mila donne iraniane scesero in piazza per rivendicare il proprio diritto a non portare il velo.
A testimoniare quelle ore di «attesa, eccitazione e un pizzico di paura» fu una fotografa iraniana di poco meno di trent’anni, Hengameh Golestan, le cui foto di quei giorni ritraggono un Iran che non esiste più da quasi 50 anni, soffocato dall’oscurantismo religioso e dalla violenza del regime.
La serie di foto si intitola Witness ’79, e puoi vedere una parte degli scatti sul sito di Golestan, mentre altri li puoi recuperare da un vecchio articolo del Telegraph, salvato su Archive qui.
Foto | International Women’s Day protests in Tehran, March 1979 Pubblico dominio