Nel 1961 la migrazione delle persone dal sud Italia al nord è un fenomeno che viene analizzato anche giornalisticamente. Così, Brando Giordani e Ugo Zatterin, allora giornalisti del Telegiornale Rai, vanno a Torino a raccontare chi è arrivato dal sud per lavorare in fabbrica. Entrano nelle vecchie caserme trasformate in alloggi, chiedono ai torinesi cosa […]
L’egemonia culturale, spiegata dai pupazzetti
La cosa che resta di oggi è un video animato con dei pupazzetti. Potrebbe sembrare semiseria, ma un modo molto efficace per spiegare cosa sia l’egemonia culturale nelle società come la nostra e perché sia fondamentale capirla, anche se è passato quasi un secolo da quando ne parlava Gramsci.
L’egemonia culturale è la capacità da parte della classe dominante di imporre le proprie idee e i propri valori facendoli passare come semplice buon senso e, di conseguenza, annullando qualsiasi tentativo di opposizione o resistenza sul nascere. Per questo, secondo Gramsci, nei paesi industrializzati era impossibile fare la rivoluzione: perché in quei paesi le classi subalterne, attraverso i media, i giornali e la scuola, avevano interiorizzato l’ideologia della classe dominante.
Perché ne parliamo oggi? Perché, se possibile, l’egemonia culturale della classe dominante attuale è ancora più totalizzante e potente di quanto lo poteva essere un secolo fa, quando ne parlò per la prima volta Gramsci. Come se ne esce? Parlandone e riconoscendola, per esempio. E in questo, i pupazzetti del video che vi proponiamo oggi sono perfetti.

Cose che restano
- I bambini meridionali
- Restare umani
“Per noi restare umani non è un semplice slogan. Significa che, prima di tutto, sono le utenti, le persone che costruiscono le reti umane a cui ci appoggiamo e le comunità che ci hanno inondato di messaggi e di amore e solidarietà, che devono essere tutelate”. Lo scrive il collettivo Autistici/Inventati (A/I). Il 26 agosto […]
- Il lavoro non pagato
In italiano non c’è nemmeno un termine per definirlo, l’unpaid work. Seguendo una definizione dell’Istituto sindacale europeo, il lavoro non pagato comprende il tempo, i costi e l’impegno emotivo che i lavoratori e le lavoratrici investono senza ricevere un compenso adeguato: dalle attività amministrative a quelle di preparazione, dal tempo di spostamento all’auto-formazione, dal networking fino […]
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