Negli ultimi giorni, su tutti i giornali e i siti di informazione, le notizie sui colloqui tra USA e Danimarca per parlare del futuro della Groenlandia si stanno ritagliando spazio e si stanno gonfiando, alimentate dai toni al limite del surreale di Donald Trump, che sembrerebbe addirittura ambire ad annettere la Groenlandia agli Stati Uniti.
L’attenzione degli americani per la Groenlandia non è affatto una novità: lo stesso Trump, durante il suo primo mandato, non aveva affatto nascosto l’interesse strategico per un territorio ricchissimo di risorse energetiche e minerarie, ma non è certo il primo a mettere gli occhi sulla Groenlandia.
Restare aggiornati senza essere sepolti dai toni sensazionalisti e allarmisti di molti dei media, che si limitano spesso a fare da megafono alle parole di Trump, è molto complicato. Per questo, come cosa che resta di oggi, ti proponiamo un documento d’epoca che finisce direttamente ai primi posti della speciale classifica delle cose che restano piùà antiche che abbiamo proposto.
Si tratta di una relazione scritta nel 1868 da Benjamin Peirce, matematico e astronomo statunitense (padre del molto più celebre semiologo Charles Sanders Pierce) e presentata nell’aprile dello stesso anno da William H. Seward, all’epoca Segretario di Stato del Presidente Andrew Johnson, ovvero colui che prese il posto di Lincoln dopo il suo omicidio.
È un report abbastanza tecnico, parla sia di Islanda che di Groenlandia, e non vale certamente una lettura approfondita. Ma è un pezzo curioso di una storia che oggi ci sembra scoppiarci tra le mani inaspettata, anche se la sua storia ha radici lontane e profondissime.
Lo puoi consultare integralmente qui.